Euro 5, la svolta ecologica è alle porte

Ci sarà da attendere ancora un anno circa per vedere i primi scooter che rispetteranno la normativa Euro 5 sulle emissioni sia acustiche sia inquinanti. La data ultima è il primo gennaio 2020, giorno il quale tutti i motocicli dovranno rispettare le severe norme decise dalla Commissione Europea e delegate per la verifica al WMTC (World Motorcycle Test Cycle).

Al momento non è ancora stato stabilito il livello di rumorosità a cui dovranno sottostare i nuovi scooter. L’Euro 4, giusto per fare un esempio, ha un limite compreso tra 73 e 77 db, e se verrà deciso un taglio come quello effettuato nel passaggio da Euro 3 a Euro 4 c’è da aspettarsi altri 3 decibel in meno. Questo è forse il problema più grande che dovranno affrontare i costruttori di motocicli, in quanto abbassare il livello di rumore delle due ruote non è così semplice, soprattutto se a un anno di distanza non è ancora stato deciso quale sia il nuovo livello di rumorosità compatibile con Euro 5. Progettare un nuovo scooter che dovrà corrispondere ai requisiti Euro 5 non è sicuramente un’operazione da niente, ma il tempo stringe e finché non si avranno notizie certe tutti i vari progetti rimangono in cantiere in attesa degli eventi.

Al contrario la Commissione Europea ha già deciso i limiti di emissione dei gas nocivi. Attualmente, i motocicli Euro 4 possono al massimo produrre 1,14 grammi di anidride carbonica (Co2) per chilometro, 0,17 di HC (idrocarburi incombusti) e 0,09 di NoX (ossido di azoto). Le norme per essere compatibili con Euro5 prevedono un massimo di emissioni pari a 1 g/km per la Co2, 0,1 per gli HC, 0,06 per i NoX. A questo va aggiunta anche la novità dei limiti di emissioni per le polveri sottili (non presenti in Euro 4) che per la precisione sono fissati 0,0045 g/km. In pratica nel 2020 sia le auto sia i motocicli rientranti nella categoria europea “L” (di qui fanno parte ciclomotori, vetturette e moto) inquineranno, di meno, allo stesso modo.

Cambierà, con Euro 5 anche il sistema di diagnostica ODB (On Board Diagnostic) entrato in vigore con Euro 5. La nuova versione (ODB 2) dovrà essere in grado di segnalare eventuali guasti, che possano in qualche modo creare problemi sulla quantità di emissioni nocive. Il tutto sarà possibile con sensori e attuatori che dovranno costantemente tenere sotto controllo sia il funzionamento del motore, sia ii trattamento del gas di scarico, senza dimenticare il catalizzatore.

Dal 1999, con l’entrata in vigore dell’Euro 0 fino all’Euro 4, il settore dei cicli e motocicli ha diminuito le emissioni di idrocarburi del 91% e quelli combinate di azoto e carbonio del 92%

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