Casco, come scegliere il modello migliore

Sul mercato esistono sei tipologie di casco, ognuna delle quali è particolarmente indicata ad uno specifico utilizzo, o meglio, in base a quale motociclo si andrà a guidare. Tralasciando i modelli da cross e crossover, chi si muove principalmente in strada può scegliere tra quattro tipologie.

Innanzitutto un casco deve essere omologato secondo la norma europea ECE 22, e questa sigla deve essere riportata sull’etichetta normalmente presente all’interno del casco o sul cinturino di chiusura. Indossare un casco non omologato vuol dire incorrere in una multa molto salata abbinata al sequestro del mezzo per 30 giorni.

Il casco integrale è senza dubbio il modello più sicuro e utilizzato da chi guida moto da strada o da gran turismo. Coprono per intero capo, nuca e la totalità del viso. Allo stesso modo, i modelli meno pesanti sono spesso scelti anche dagli scooteristi, perché comunque offrono una sicurezza maggiore rispetto ai modelli Jet o demi-jet. L’etichetta di omologazione deve presentare la lettera P.

I caschi modulari, negli ultimi tempi sempre più apprezzati, (ma anche molto costosi) hanno la peculiarità di poter ribaltare (o in alcuni casi asportare) la mentoniera, per avere un casco demi-jet, opzione spesso utilizzata quando il caldo si fa sentire. In questo caso, un casco modulare per poter essere considerato tale e quindi offrire la protezione sia da casco integrale, sia da casco demi-jet, e quindi l’omologazione deve corrispondere alle lettere P (integrale) e J (Jet). Bisogna prestare molta attenzione all’omologazione dei caschi modulari, perché se non dovessero presentare la lettera J, vuol dire che non è ammesso circolare con la mentoniera aperta, e quindi si potrebbe incorrere in sanzioni.

Gli scooteristi sono più propensi ad acquistare i caschi Jet (o aperto) che sono sprovvisti di mentoniera ma hanno una struttura che si allunga nella zona delle guance. Chiaramente il livello di sicurezza è minore rispetto a un casco integrale visto che mandibola, mento e naso sono solo riparati dalla visiera. La lettera che identifica l’omologazione di questa tipologia di casco è la J.

I ragazzi più giovani che guidano i cinquantini, sono propensi ad acquistare i caschi demi-jet, molto leggeri ma che sono anche i meno sicuri. Non hanno protezione a livello delle guance e anche in corrispondenza della nuca la calotta non arriva a coprire per intero questa zona.

Molto importante è il peso di un casco, determinato in primis dalla calotta, o meglio dal materiale con cui è costruita. Negli ultimi anni le aziende produttrici di caschi stanno proponendo modelli realizzati con materiali innovativi, nati per essere utilizzati in altri ambiti. La peculiarità di questi materiali è offrire la massima resistenza con un peso specifico estremamente ridotto. Uno di questi, e che sempre di più viene utilizzato, è il carbonio, o la fibra di carbonio, che consente di produrre caschi molto leggeri da indossare ma altrettanto sicuri. Questi modelli però hanno un costo generalmente più alto rispetto ad altri costruiti con materiali “meno nobili” ma ugualmente resistenti e sicuri. Uno di questi è la Super Fibra, (SFC) che è spesso utilizzata per la costruzione di caschi che rientrano nella fascia di mercato medio alta.
Un casco però, oltre ad essere estremamente sicuro, deve anche essere comodo da indossare ed offrire una buona ventilazione, importante per tenere al fresco e all’asciutto la testa soprattutto d’estate. Altrettanto importante è il sistema di chiusura posto sotto il mento, che deve consentire un rapido aggancio e sgancio del cinturino. Da valutare anche il sistema che consente di togliere la visiera principale, utile quando è necessaria una pulizia più profonda o nel malaugurato caso che questa si scheggi o si rompa. Infine è meglio optare su caschi che siano provvisti di visiera anti-appannamento o che comunque siano predisposti per il sistema “Pinlock”.